Lasciamo più terra ai vivi!

Non espandiamo all'infinito i cimiteri.
Relatore: Ambrogio Vaghi, Presidente SO.CREM Varese

Martedì 20 ottobre 2009, ore 18.00
Spazio ScopriCOOP c/o COOP - via Daverio, 44 - Varese

Conferenza organizzata da UniversAUSER Varese
in collaborazione con SO.CREM Varese
Academia Philosophiae Naturalis

«Sul problema della morte, che prima o poi ci attende tutti - spiega Ambrogio Vaghi, Presidente SO.CREM Varese - ci dividiamo in due grandi correnti di pensiero. Ne discendono altrettanti divaricati comportamenti. C'è chi evita di pensarci e di parlarne, per scongiurarlo, e chi, di contrapposto sa che si tratta di un fatto naturale inevitabile che vale la pena non rimuoverlo e considerarlo per tempo. Non è detto che questa seconda categoria di persone non ami la vita e non voglia godersela nelle migliori condizioni; soltanto essa intende evitare di affidare a chi rimane troppe incombenze al momento del distacco. Noi intendiamo rivolgerci ai "previdenti", non certo ai presunti "immortali" che queste cose preferiscono rimuoverle». Insomma molti pensano che è bene che la destinazione delle nostre spoglie mortali venga decisa da noi stessi quando siamo ancora in vita, non lasciando ad altri ogni scelta. È lo stesso concetto che sta alla base del testamento biologico.

A Varese dal lontano 1880 esiste una Società di cremazione voluta dal Cav. Cesare Veratti e da maggiorenti della città che realizzò il crematorio di Giubiano, il quarto in ordine di tempo aperto in Italia. Quali gli intendimenti che avevano mosso questi cittadini in anni in cui la chiesa cattolica era fortemente contraria? Perchè riprendere e rendere moderno uno dei più antichi riti funerari? Tracce anche nella nostra terra: le urne cinerarie nella zona di Golasecca (sec. VIII-VII a.C.) o rinvenute assai vicino a Varese nella necropoli romana di Ligurno-Cantello. Molto lungo è stato il cammino legislativo per conquistare il diritto del cittadino a disporre autonomamente del proprio corpo. Nel 1963 la chiesa cattolica ha tolto il suo secolare divieto e grazie all'impegno culturale della SO.CREM il rito ha ottenuto una incessante espansione. Nel 2008 il 44% dei cittadini di Varese defunti è stato cremato. Tra i numerosi motivi che inducono ad una scelta molto intima prevale la razionale difesa dell'ambiente: lasciamo più terra ai vivi. Oggi è anche possibile la dispersione delle proprie ceneri in natura, terra, acque e monti. Quali le preferenze espresse dai Soci SO.CREM? Come comportarsi se si intende essere cremati? Innanzitutto occorre essere informati e non rimuovere il problema.

Filmati realizzati da Bruno Moretti Turri, volontario AUSER e socio vitalizio SO.CREM Varese

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SO.CREM Varese: Lasciamo più terra ai vivi! 1 from Bruno Moretti on Vimeo.

SO.CREM Varese: Lasciamo più terra ai vivi! 2 from Bruno Moretti on Vimeo.

Il tuo dolcissimo amore

Il tuo dolcissimo amore
ha "restituito il suo corpo agli elementi
ed è andato a rivitalizzar Natura
sotto altra forma."
Voltaire non poteva sapere
che non era solo Poesia.

Aphrodìte Urania ti sussurra
che presto volerà sulle ali di Eros
a mandar via il gelido Orione
affinchè torni feconda Demetra
con di Arianna le gemme
della Corona Boreale.

Nasceranno a milioni primule e viole
e teneri mughetti
e vanitose rose
e cuccioli gioiosi
e bimbi pieni di speranza
sotto gli arcobaleni di Zèfiro.

Voltaire non poteva ancora sapere
che con di Prometeo il fuoco
che più veloce fa girare la ruota della Vita
Epistéme quantistica ha seminato
sul serio ovunque particelle del sorriso
del tuo dolcissimo amore.

Nel paffuto visetto di ogni nuovo bimbo
nel gioco di ogni nuovo cucciolo
nella vanità di ogni rosa
nel profumo di ogni mughetto
nella tenerezza di ogni primula e viola
sarà fisicamente presente qualche particella

e sotto altra forma
continuerà ancora a sorriderti
il tuo dolcissimo amore.

Bruno Moretti Turri, febbraio 1998

scritta dopo aver disperso le ceneri della mia compagna F.A., ottima astronoma e valente alpinista,
sulla Silbersattel (Sella d'argento) del Monte Rosa a quota 4.517 m tra le vette Dufour e Nordend.

In questa foto del versante est del Monte Rosa, la Silbersattel è indicata dalla freccia.

Note:
Aphrodìte Urania: dea dell'astronomia, la Venere Celeste latina
Eros: dio dell'attrazione erotica, figlio di Aphrodìte e Dioniso, compagno di Psiche (anima), il latino Amor
Orione: costellazione invernale
Demetra: dea della primavera, la latina Cerere
Corona Boreale: costellazione primaverile raffigurante la corona gemmata della principessa Arianna
scagliata in cielo alla sua morte dal suo amante, il dio Dioniso
Zèfiro: tiepido vento primaverile dell'ovest che porta il bel tempo
Prometeo: titano che ha donato il fuoco agli uomini
Epistéme: dea della conoscenza

Nel decennale della scomparsa:
Pubblicata su "IL NIBBIO" anno 13, n. 2, aprile 2008,  periodico d'informazione della SO.CREM Varese
Pubblicata su Astrocultura UAI


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